Comunicato stampa: ricorso al TAR contro divieto ai kayak a Venezia

Ragazza in kayak all'Arsenale

La seguente comunicato stampa annunciando il ricorso al TAR contro l’ordinanza 433/2018 del comune di Venezia, è stato mandato alla stampa locale veneziana lunedì 3 settembre, 2018:

Venice Kayak srl, una delle pochissime realtà che lavorano ad impatto ambientale zero per Venezia e che fa della professionalità dei propri istruttori e della sicurezza dei propri clienti un punto di onore, ha deciso di impugnare avanti il Tar per il Veneto l’ordinanza con la quale il Comune di Venezia – con un provvedimento non preavvisato ed entrato in vigore il primo agosto scorso, un solo giorno dopo la sua pubblicazione – ha ritenuto, per enunciati motivi attinenti alla sicurezza della navigazione, di escludere dalla possibilità di transitare per i principali corsi d’acqua del centro storico le canoe ed i kayak.

Invero – sottolinea il titolare Renè Seindal – Venice Kayak non è mai stata coinvolta in alcun sinistro, né ha mai ricevuto alcuna sanzione nel corso della propria attività.

Il Signor Seindal prosegue aggiungendo che gli incidenti che sono avvenuti nelle vie acquee del Comune di Venezia interessano altri tipi di natanti e sono il più delle volte provocati dal modo di condurre le imbarcazioni, non certo dalla tipologia di esse.

Di qui la necessitata reazione formale della Società la quale, tramite i propri avvocati Giovanni Falcomer e Francesco Mazzoleni, ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale nei confronti dell’ordinanza.

Siamo tutti d’accordo che è giusto garantire la sicurezza e preservare la bellezza dei luoghi del centro storico di Venezia, sottolinea ancora Venice Kayak, ma questo risultato si persegue non certo impedendo dalla sera alla mattina ai natanti più piccoli – per numero e dimensioni – di transitare ordinatamente per la gran parte delle vie d’acqua del centro.

Ben altre erano le misure che si attendevano, dirette a fronteggiare il pericolo di incidenti.

Peraltro – e la cosa non sembra secondaria – la società fornisce ai clienti un servizio di nicchia, dando lavoro a più persone.

La conseguenza – chiude il titolare della società – è che la possibilità di individuare itinerari per i clienti è ridotta al lumicino, e costringerà Venice Kayak a ridurre drasticamente l’attività lasciando a casa personale altamente qualificato, mentre continueranno ad accadere incidenti tra altre imbarcazioni, non interessate in alcun modo dall’ordinanza voluta dal Comune.

A breve si terrà l’udienza dove si discuterà l’istanza per sospendere in via urgente l’ordinanza di fine luglio.